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L’attività fisica, sia essa amatoriale o agonistica, coinvolge corpo e mente,"mens sana in corpore sano" dicevano i latini; per offrire un panorama più completo sui rapporti che intercorrono tra attività fisica e psicologia dell’ atleta abbiamo intervistato la Dott.ssa KATIA MANDUCHI psicologa dello sport e consulente del poliambulatorio.
D. “Dott.ssa Manduchi quali sono i rapporti esistenti tra attività fisica e coinvolgimento mentale?”
R. Il binomio tra attività fisica e mente è inscindibile, infatti un corpo potente e perfetto non serve a nulla se non è comandato da una mente volitiva, la quale rappresenta condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi prefissati.
D. “Ci spieghi allora qual’è il ruolo dello psicologo dello sport e quanto questo sia necessario per motivare l’atleta a raggiungere o addirittura superare gli obiettivi prefissati.”
R. E’ inutile in questo contesto fare la storia della nascita e dello sviluppo della psicologia dello sport, che a onor del vero risale a tempi molto lontani, le dico solo che il compito dello psicologo dello sport è quello di ottimizzare nell’ atleta il rapporto tra attività fisica e mentale spiegando in maniera convincente che è solo col pensare positivo, con la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, con il non cedere all’ influsso delle emozioni negative, è possibile aumentare notevolmente la percentuale delle possibilità di successo.
D.” Sia più’ precisa”.
R. E’ di grande importanza sviluppare e incrementare le abilità mentali possedute dall’ atleta aiutandolo a controllare una serie di processi che se non venissero controllati influirebbero negativamente sulla qualità della prestazione, tra questi ricordiamo:
• Il pensiero
• La motivazione
• Il controllo del dolore
• L’attenzione
• La concentrazione
D. “Per cortesia scenda in dettaglio.”
R. Il compito dello psicologo non è solo quello di ridurre l’ansia e la conseguente emotività o di aumentare l’autostima ma anche, anzi direi soprattutto, quello di preparare l’ atleta ad acquisire una flessibilità psicologica intesa come metodo utile a relazionarsi con i propri pensieri ed emozioni necessaria a comprendere che non si può essere dominati dagli stessi.
D. “La risposta è molto interessante, però le chiederei di passare dalla teoria, alla pratica.”
R. L’attività sportiva è una pratica che può essere devastante per la mente dell’ atleta, basta solo pensare alla gioia provata per un successo o alla delusione conseguente ad una sconfitta, o anche alle variabili che sono alla base di una vittoria o di una sconfitta, o anche ad un trauma che interrompa per un periodo più o meno lungo l’attività. Sono tutte situazioni che possono essere devastanti per il morale di un atleta e se lo psicologo non lo prepara ad affrontarle nella giusta dimensione è facile che l’atleta cada in una profonda depressione che gli impedirà di raggiungere gli obiettivi prefissati, anche se la possibilità di realizzarli rimane il più delle volte intatta.
D. “Questa precisazione è davvero importante, mi risulta che la psicologia dello sport sia in continuo sviluppo ,ci parli delle nuove frontiere.”
R. Con piacere, ci sono recenti studi come il programma ACT HACTINGIN SPORT che favorisce la flessibilità psicologica dell’atleta durante l’allenamento, questo metodo permette all’ atleta senza altri condizionamenti, di svolgere l’attività in maniera semplice e spontanea aumentando l’efficienza.
D. “Come si articola questo programma?”
R. E’ un corso che tratta vari argomenti con sessioni della durata di circa 2 ore, in esse si informa su una serie di argomenti che schematizzo:
• Far comprendere i termini del problema;
• Rapporti tra mente e corpo;
• Come il corpo può bloccare la mente;
• Tu non sei il corpo tu non sei la mente;
Come mente e corpo possono agire in maniera sincrona. Alla fine del corso la figura dell’ atleta verrà cambiata e lo stesso sarà in grado di autogestire la sua flessibilità psicologica e come conseguenza verranno migliorati i seguenti parametri:
• Frequenza ed adesione all’ allenamento;
• Prevenzione dei drop-out;
• Prevenzione di comportamenti problematici ed indisciplinati;
• Prevenzione del doping ;
• Resistenza nel post infortunio;
• Sblocco di eventuali blocchi psicologici negativi.
D. “Gentile Dott.ssa Manduchi la ringrazio per la cortesia, quello che ci ha illustrato con tanta chiarezza è davvero interessante, vedremo di organizzare nella Sala Galileo annessa al Poliambulatorio un corso per atleti agonistici o amatoriali che risponda a queste finalità, corso di cui lei sarà il referente.”
Intervista realizzata dal Dott. Fernando Santucci
Direttore Sanitario del Poliambulatorio Valturio


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