Le Nostre VideoInterviste
La dott.ssa Maria Cristina Focherini e il dott. Andrea Tarroni, UOC di Medicina Interna e Reumatologia presso l’ospedale Infermi di Rimini, in intramoenia allargata visitano presso il Poliambulatorio Valturio. Con loro facciamo il punto su una malattia sempre più diffusa, l’osteoporosi, e su uno degli esami più usati per diagnosticarla: la densitometria ossea.
di Lorella Barlaam, articolo uscito su Chiamami Città il 22 aprile 2009.
Dott. ssa Focherini, qual è l’incidenza per sesso e fasce d’età?
«Per l’osteoporosi più che di ereditarietà parliamo di familiarità, diciamo che può essere un fattore di rischio da considerare ad esempio aver avuto una madre con frattura del femore in giovane età.
C’è maggiore incidenza nelle donne in quanto l’osso maschile è un po’ più resistente, ma ne sta crescendo l’incidenza anche negli uomini. Nella donna per il 70/80% è osteoporosi primaria, postmenopausale, nell’uomo prevalgono le cause secondarie.
Nelle donne, con l’esaurimento dell’ovaio viene meno l’azione degli estrogeni a livello del tessuto osseo, che è vivo e si rinnova continuamente. Diminuendo gli estrogeni, c’è maggior perdita di tessuto, il riassorbimento prevale sulla costruzione, c’è un alto turnover, con una perdita di densità dal 2 al 5 per cento, nei primi due anni dalla menopausa soprattutto. Nell’osteoporosi senile il turnover è più bilanciato, sostanzialmente si riduce l’attività osteoformativa, con minor capacità riparativa dell’osso.»
Come ci si accorge di avere l’osteoporosi? Cosa fare per prevenirla?
«E’ una malattia asintomatica, esordisce col dolore da frattura. Ma, anche se l’osteoporosi è primaria, attraverso stili di vita corretti, come un’alimentazione congrua ricca di vitamina D e calcio, una regolare attività fisica - importante per l’azione biomeccanica sull’osso - e l’esposizione al sole per avere un livello adeguato di vitamina D, se ne può ritardare la comparsa o almeno alleviarne la portata. Noi siamo fortunati, abbiamo il mare, possiamo passeggiare sulla riva. Esposizione non significa abbronzatura, e può essere effettuata nelle ore più fresche della giornata. Ma soprattutto è importante un’alimentazione ricca di latticini, senza demonizzarli a causa del colesterolo: basterebbero 2 yogurt al giorno, una tazza di latte.»
E la terapia, dott. ssa Focherini?
«Non tutte le osteoporosi sono uguali. In base alla valutazione del soggetto si preparano percorsi mirati di terapia: integrazione di calcio e vitamina D, attività fisica, utilizzo di farmaci antiriassorbitivi con azione inibitoria sugli osteoclasti o osteoformativi stimolatori degli osteoblasti o farmaci dual action bone con azione soppressiva sugli osteoclasti e di stimolazione sugli osteoblasti.
Dott.ssa Focherini: «L’osteoporosi va considerata con un approccio a 360 gradi, e chi ne soffre va seguito nel tempo, perchè le terapie sono lunghe - come minimo 4/5 anni – e ci vuole motivazione per seguirle. Per evitare l’abbandono della terapia è importante il rapporto tra medico e paziente, con consigli e suggerimenti terapeutici.»


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