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Dall’antica medicina cinese una moderna opzione terapeutica
di Lorella Barlaam, articolo uscito su Chiamami Città il 4 novembre 2009.
Il dott. Michele Lo Cascio è un Medico-Chirurgo Esperto in Agopuntura e Fitoterapia Cinese. Si è diplomato in Medicina Tradizionale Cinese presso l'Università di Urbino, materia che adesso insegna presso l'Istituto di Medicina Naturale, a Rimini. E’ docente di Agopuntura presso la Scuola Tao di Bologna dal 2006, professore a contratto di Agopuntura all'Università “La Sapienza” di Roma dal 2008. Collabora con il maestro Liu Dong di Pechino nella formazione di corsi d’agopuntura, massaggio cinese, Qi Gong. Visita e pratica l’agopuntura presso il Poliambulatorio Valturio di Rimini.
Dott. Lo Cascio, ci spiega la Medicina Tradizionale cinese?
«E’ una medicina antichissima, riconosciuta tra le medicine non convenzionali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con metodi diagnostici e terapeutici peculiari, tra cui l’agopuntura, il massaggio cinese, la moxibustione, la coppettazione, la pratica del Qi Gong e una dietetica e fitoterapia proprie. La medicina cinese infatti non propone farmaci: secondo i suoi principi, il corpo è un sistema unitario e quando si ammala, bisogna recuperarne l’omeostasi. Corpo e psiche, per la medicina cinese, sono un tutt’uno, che deve restare in equilibrio. La frammentazione indotta dalla moderna medicina occidentale, che divide il corpo in distretti specialistici, in realtà non è un progresso, perché dove c’è separazione c’è conflitto. Quando il corpo si ammala, occorre invece ritrovarne l’unità e l’equilibrio energetico.»
La medicina cinese può interagire con quella occidentale?
«Non sono contrario a priori alla visione terapeutica occidentale – ho la laurea in Medicina e Chirurgia -, ma credo che la Medicina Tradizionale Cinese, come opzione di cura, possa arricchirla. Perchè è una medicina olistica, che cura il malato e non la malattia, cercando l’equilibrio del corpo, e non si occupa solo dei sintomi, ma va alla radice dei problemi.»
Cos’è l’agopuntura?
«L’agopuntura è una terapia senza controindicazioni o effetti collaterali, che consiste nella stimolazione di determinati punti del corpo tramite aghi sottilissimi. E’ adatta ai disturbi osteoarticolari, alle vertigini, ai problemi di tipo ginecologico e gastroenterologico, alle patologie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, è particolarmente indicata per le patologie che hanno un’origine psichica, come ansia, depressione o panico, perché cuore della medicina cinese è trattare l’aspetto psichico delle patologie.
Per malattie come la cefalea, l’emicrania e la nevralgia, l’agopuntura si è dimostrata addirittura la soluzione ottimale, sempre che non siano causate da una lesione o da una neoformazione. Secondo la medicina cinese, queste patologie hanno cause diverse e dipendono da vari organi, perché nella testa passano tutti i “meridiani energetici” importanti: in base alla localizzazione e alla sintomatologia sono possibili per il terapeuta azioni diverse, e la cura è personalizzata. La medicina occidentale le cura con farmaci sintomatici che hanno notevoli effetti collaterali, senza andare alla radice del problema. Cefalee, emicranie e nevralgie sono problemi molto diffusi, di cui soffre il 70% della popolazione. L’agopuntura è definitivamenterisolutiva o procura grande attenuazionedei sintomi nell’80% dei pazienti.»
Come funziona l’agopuntura?
«Per semplificare, nella concezione cinese è come se l’uomo fosse un gomitolo, nei cui fili - i “meridiani energetici” - circola un’energia vitale (Qi). Anche gli organi interni perciò - come stomaco, intestino, rene e cuore - possono essere stimolati se si ammalano agendo su determinati punti dei “fili” in superficie, attraverso aghi sottilissimi, e se una patologia dipende da un blocco energetico, l’energia può essere liberata: l’agopuntura è l’unica tecnica terapeutica che stimola il corpo a reagire da solo, quella che avviene è un’autoguarigione. Gli effetti dell’agopuntura sono stati verificati anche dalla scienza “ufficiale”: come è possibile vedere attraverso la risonanza magnetica, l’applicazione dell’ago sui “punti” classici dell’agopuntura stimola fibre nervose, che inviano un segnale al cervello, causando ad esempio la produzione autogena di ormoni che danno benessere come serotonine ed endorfine. Gli stessi “punti” sono quelli su cui si va ad agire col calore nella moxibustione, o con la pressione nel massaggio cinese.»
Come si arriva alla diagnosi e terapia?
«Dopo una visita e un colloquio particolareggiato col paziente, per capire i rapporti tra i vari organi, formulo la diagnosi. Perché ci sono relazioni, come per esempio quelle tra l’insonnia e la congiuntivite, che possono essere lette come influenze reciproche dei sistemi. Alla visita clinica “normale” - che diagnostica lo stato degli organi -, unisco la valutazione della presenza fisica del paziente, dal tono della voce alla postura, ed esamino attentamente la lingua (l’unico viscere visibile all’esterno, che secondo la medicina cinese riflette le condizioni di tutti gli organi). L’anamnesi è completata con la palpazione del polso a livello dell’arteria radiale, che mi dà altre informazioni sullo stato di salute. Una volta individuata la causa del problema del paziente, la terapia consiste in sedute d’agopuntura appositamente modulate, un quarto d’ora una volta o due a settimana, indicativamente una decina.»
Qual è il percorso per diventare agopunturisti?
«Il percorso in Italia è rigoroso come quello cinese, occorre conseguire la laurea in Medicina e iscriversi dopo la laurea a una Scuola privata qualificata e strutturata come una specialistica, come quella di Bologna Scuola Tao. Si spera che presto siano instituite anche in Italia scuole di specializzazione “ufficiali”, come succede in America, dove l’agopuntura è molto diffusa. Ho poi compiuto diversi viaggi-studio in Cina, all’Università di Pechino, e in America, all’Università di San Diego.»


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