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Poliambulatorio Valturio all’avanguardia nella diagnostica per immagini
di Lorella Barlaam, articolo uscito su Chiamami Città 11 febbraio 2009.
La diagnostica per immagini comprende le tecniche che permettono di visualizzare ed esplorare “dall’esterno” le strutture corporee, come la radiologia tradizionale, l’ecografia, la tac, la risonanza magnetica e costituisce un ausilio prezioso per il medico clinico. L’ecografia e la radiologia sono i primi esami da considerare, come ci spiega il dott. Giuseppe Madìa, referente del servizio presso il Poliambulatorio Valturio.
Cos’è l’ecografia?
«L’ecografia è un mezzo diagnostico che utilizza onde sonore con frequenza elevata, non percettibili all’orecchio umano e senza effetto biologico, per cui non ha controindicazioni. La sonda che viene appoggiata sul corpo emette ultrasuoni che vengono riflessi dai vari organi interni in modo diverso, e sono poi ricevuti dalla sonda stessa ed elaborati dal computer dell’ecografo, fornendo un’immagine delle strutture esaminate. E’ una tecnica che risale ai primi anni ’70 e che ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo tecnologico vertiginoso.»
A cosa serve?
«L’ecografia è un viaggio all’interno del corpo, che permette di valutarne quasi tutti gli organi. Una normale ecografia addominale studia gli organi interni, dal fegato al pancreas, dall’intestino alla milza, dai reni alla vescica, prostata, utero e ovaie, linfonodi. L’unica limitazione è la presenza d’aria o l’eccessiva obesità del paziente. Esiste anche la possibilità di usare l’esame ecografico per il collo ed i problemi muscolo-tendinei, per individuare lesioni. Un’ecografia è consigliabile per individuare quasi ogni patologia addominale; è il primo esame di screening e spesso è risolutivo.»
Quanto conta il medico, e quanto la strumentazione?
«Ecografisti non ci si improvvisa: bisogna aver visto migliaia di casi diversi per essere affidabili. L’ecografia non è una metodica facile, immediata, e necessita di un’esperienza di anni in ospedale, con una casistica ampia e la possibilità di avere il riscontro della diagnosi effettuata, per imparare anche dall’errore. ci deve essere sinergia tra professionista e tecnologia a disposizione, che deve essere la più avanzata possibile. Qui al Valturio abbiamo un Hitachi Logos HVC, l’ecografo che contiene tutta la tecnologia più aggiornata.»
Ecografia, doppler e color doppler. Quali le applicazioni?
«Nell’ambito di un controllo accurato, oltre all’ecografia che valuta l’organo, è necessario l’utilizzo della modalità doppler per controllare il flusso nei vasi arteriosi e venosi. Ad esempio in caso di ipertensione è fondamentale lo studio color doppler delle arterie renali, oppure, se si riscontra una lesione focale - come un nodulo epatico - lo studio dei vasi della stessa per tipizzarla. Da noi l’esame ecografico comporta l’eco-color-doppler di routine, se necessario. Una scelta dalla parte del paziente e della coscienza del medico, come è nella filosofia del Poliambulatorio.»
Le qualità di un buon ecografista
«Durante l’ecografia il medico oltre ad effettuare l’esame, conduce una visita clinica vera e propria, e parlando con il paziente ne traccia l’anamnesi.
A parte le qualità tecniche, un ecografista deve essere un po’ “psicoecografista” e riuscire a tranquillizzare il paziente, spiegandogli cosa sta facendo e cosa vede. La capacità di rassicurare il paziente può avere di per sé un effetto terapeutico.»


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