
'Si apre una nuova era per gli Stati Uniti'. Con queste parole il presidente Obama ha promulgato la riforma sanitaria che segna una svolta per l'America. La cerimonia è avvenuta nella East Room della Casa Bianca, alla presenza di gran parte dei parlamentari democratici del Congresso che hanno approvato la storica legislazione compresa la speaker della Camera Nancy Pelosi e il leader democratico del Senato Harry Reid. Nessun repubblicano era presente. Invitati anche numerosi congiunti del senatore Ted Kennedy, morto in agosto dopo avere fatto della riforma sanitaria la causa della sua vita: la vedova Vicki, il figlio Patrick, la nipote Caroline Kennedy (figlia di John Kennedy). Il presidente commosso ha dedicato la vittoria alla madre: «Firmo questa riforma nel nome di mia madre, che ha dovuto lottare con le compagnie assicurative persino mentre combatteva contro il cancro nei suoi ultimi giorni di vita».
Polemica politica dopo l'intervento telefonico del presidente del Consiglio, Berlusconi, alla trasmissione Rai Uno Mattina a pochi giorni dal voto. Il premier è tornato ad attaccare la sinistra: 'se cambiasse e dialogasse seriamente, cosa che finora non è avvenuta, si potrebbero fare le riforme assieme» dice il cavaliere che aggiunge il dialogo sarà possibile «quando l'opposizione si dimostrasse credibile, e quando capiremo con chi parlare, se con i riformisti o gli agitatori di piazza. Finora alle richieste di dialogo ho avuto in cambio insulti, ricorso all'estremismo e al partito delle Procure». Dal segretario del PD, Bersani, immediata la replica: il capo del governo non conosce il dialogo e sa solo «zittire l’opposizione». Anche l'Italia dei valori, dopo le polemiche delle ultime settimane per lo stop ai talk show, attacca l'intervento televisivo del premier: «Una pseudo-intervista in cui il presidente del Consiglio ha avuto la possibilità di fare l'arruffapopolo, senza freni da parte di intervistatori compiacenti» commenta il senatore Francesco 'Pancho' Pardi. A proposito delle accuse alla magistratura, è il presidente dell'Anm, Luca Palamara, a rispondere alle accuse del premier. «È sconcertante che in campagna elettorale venga aggredita quotidianamente un'istituzione dello Stato - afferma. - Noi non siamo un partito, ma in uno Stato di diritto il nostro compito è quello di applicare la legge».
Londra espellerà un displomatico israeliano per la vicenda dei passaporti falsi britannici usati da agenti dei servizi per uccidere un leader di Hamas a Dubai. Il commando che lo ha ucciso era composto da almeno undici persone, entrate a Dubai con passaporti falsi (sei britannici, tre irlandesi, un francese e un tedesco): la scoperta ha scatenato le reazioni delle diplomazie europee.